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L’omaggio ai caduti con la voce del Friuli

Associazione cerca centinaia di  volontari per leggere i nomi dei soldati Un sito web dedicato e itinerari per ripercorrere i luoghi dei combattimenti



UDINE. L’idea venne al colonnello Roberto Machella, storico e presidente dell’Associazione culturale di storia militare, tre anni fa a Verdun, città simbolo della Grande Guerra perché vicina a quelle trincee in cui francesi e austro-tedeschi combatterono per anni ammazzandosi a milioni per guadagnare una manciata di terra. Come poter celebrare i cent’anni del primo conflitto mondiale in Friuli Venezia Giulia, l’altro epicentro del conflitto, riuscendo a onorare l’uomo (le vittime) e il territorio? Con un’idea pazzesca, affascinante e senza precedenti: creare un albo d’oro dei 529.025 caduti, una buona fetta dei dieci milioni di soldati morti in guerra.

E poi leggere uno a uno quei nomi – con migliaia di volontari – nel corso di centinaia di eventi organizzati sul territorio dal 2014 al 2018 portando qui i parenti, i discendenti di quelle vittime. Italiani, amici o nemici di allora: tutti.

L’idea, a nove mesi dal 24 maggio – quando alle 11 si leggerà il nome del primo caduto della Grande Guerra, Riccardo Di Giusto, ucciso al passo Solarie sopra Drenchia – è diventata un progetto ben avviato, appoggiato dalla Regione e dal Governo. I caduti saranno inseriti in questi mesi in un portale web, realizzato dall’Associazioni d’arma della Regione.

Di ogni militare sarà possibile trovare luogo e data di nascita, reparto di appartenenza, zona in cui ha combattuto, è stato ferito e curato. E poi dove è morto ed è stato sepolto. Inoltre, sarà indicata la manifestazione in cui, nei prossimi quattro anni, il nome del soldato sarà letto. Un supporto fondamentale per i parenti del caduto, che così potranno organizzare nella nostra regione un vero e proprio itinerario nei luoghi della memoria attraversando il Friuli Venezia Giulia.

«Immaginiamo – spiega il colonnello Machella – una famiglia che dalla Sicilia arriva in Friuli per ricordare un avo. Un soldato che combattè magari nella valle dell’Isonzo, rimase ferito, fu trasferito in un ospedale militare della Bassa, ove morì. E ora riposa al sacrario di Redipuglia e magari il suo nome sarà letto in una manifestazione in programma a San Daniele». Un esempio, ma calzante. Perché quello che fu il cuore italiano dell’immane conflitto assieme alle dolomiti, con le undici (12 se si considera Caporetto) sanguinose battaglie dell’Isonzo e la guerra ad alta quota in Carnia, si trasformerà nel cuore del ricordo. «Vogliamo portare qui tutti gli italiani – continua Machella – perché ogni famiglia ha un parente che ha combattuto sul Carso».

L’ufficiale parla di un atto di amore verso quei soldati e verso tutte le famiglie italiane. Ma rivolge pure un invito alle giovani generazioni a fare come i ragazzi d’inizio Novecento, che contribuirono a scrivere la storia. Ricordo, dunque, ma anche monito affinchè non si ripetano guerre. Memoria, anche dopo il centenario. Ecco perché, se annunceranno la loro presenza almeno 60 giorni prima, ai familiari dei soldati che saranno ricordati nei diversi eventi, sarà lasciata una medaglia con inciso il nome del congiunto e il grado. «Una medaglia in ferro, semplice, e con bassa percentuale di nickel, così da “costringere” i possessori a spolverarla almeno due volte l’anno per evitarne il degrado».

Un piano perfetto, che porterà in Friuli nei prossimi 4 anni migliaia di persone, dall’Italia, ma anche da Austria, Germania, paesi Balcanici, persino da Usa o Giappone. Tutti in Friuli alla ricerca della propria storia, per sentire pronunciare il nome del proprio avo. Saranno 529.025 i nomi pronunciati in migliaia di iniziative, molte delle quali organizzate da sezioni e gruppi Ana, ovviamente fulcro del progetto per il grande radicamento sul territorio. Serviranno però migliaia di volontari per leggere quei nomi: ecco allora l’invito delle associazioni d’arma per tutti coloro che hanno fatto il servizio militare. Anche la lettura del nome di un soldato aiuta la storia. Eccome.

Fonte: messaggeroveneto.it