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«Grande Guerra, non perdiamo il business»

Friulalberghi: 100 anni, evento dal potenziale enorme. Le associazioni: ora la Regione si muova

Udine, storicamente definita come capitale del conflitto, e le Associazioni d’Arma del Friuli Venezia Giulia si preparano a commemorare il centenario della Grande Guerra con iniziative specifiche, come la lettura di ogni caduto sul campo, fiaccolate in ricordo di chi ha perso la vita per la patria e, grazie alla collaborazione con Friulalberghi, pacchetti turistici specifici per promuovere il territorio friulano fuori dai confini regionali. La commemorazione del centenario del primo conflitto mondiale, in città e in Fvg, durerà quattro anni – dal 2014 al 2018 – e gli obiettivi che si sono posti le Associazioni d’Arma sono due: da una parte ricordare l’oltre mezzo milione di persone che persero la vita in questo lembo d’Italia per quella che viene definita come la quarta, e ultima, guerra d’indipendenza del nostro Paese e, dall’altra, far conoscere a quanta più gente possibile i luoghi simbolo di una delle tragedie della storia dell’uomo. E in questo senso si lega la collaborazione con Friulalberghi – il consorzio che raggruppa una dozzina di hotel della regione – che ha stipulato una serie di pacchetti promozionali a prezzi competitivi, a partire da 35 euro a notte con prima colazione inclusa, dedicati espressamente a quanti desiderano trascorrere un paio di giorni in regione sui percorsi della Grande Guerra. «Quasi tutte le famiglie italiane – ha detto il presidente del consorzio Ennio Silvano Favetta – hanno avuto un parente, più o meno stretto, che ha combattuto o è caduto durante il conflitto».

E se il consorzio pensa all’accoglienza, le Associazioni d’Arma sono concentrate sulle commemorazioni. Tra le nuove iniziative in programma nei prossimi mesi c’è, innanzitutto, la fiaccolata in onore dei caduti che partirà il prossimo 4 maggio dal cimitero degli eroi di Aquileia, attraverserà tutto il Friuli Venezia Giulia, e si concluderà al Tempio Ossario di Udine il 24 maggio, poco prima dell’inizio della lettura dei 529 mila 25 caduti e iscritti nell’Albo d’Oro. Grazie alla collaborazione con l’associazione “Radici e Futuro” di Trieste, inoltre, è stato sviluppato un progetto con le scuole italiane all’estero – già contattate quelle di Strasburgo, Colonia, Parigi, Cracovia e Budapest – per portare gli studenti di quegli istituti a visitare i luoghi simbolo del conflitto. «Nella nostra regione – ha spiegato il tenente Roberto Machella, presidente dell’associazione culturale “Military Historical Center” – ci sono le radici dell’Italia moderna ed è dovere di tutti noi cercare di farle conoscere al più ampio spettro possibile di popolazione. Il tempo per organizzare l’accoglienza e la promozione, però, stringe. In queste settimane ho incontrato i rappresentanti del Comune e della Regione. Ed è soprattutto a questi ultimi che lancio un appello: i fondi stanziati per il centenario non vanno dispersi in opere di ristrutturazione “tout court” dei siti. Adesso abbiamo bisogno che Trieste finanzi la promozione dei luoghi e del territorio friulano».

Mattia Pertoldi